Cartabianca

"Cartabianca"
a cura di Domenico Maria Papa — 20 Febbraio 2016

L’arte è comunemente intesa come dominio della libertà. È riconosciuta come l’attività che più d’ogni altra veicola l’espressione individuale e permette l’emergere di emozioni, desideri e fantasie, senza tener conto di vincoli e convenzioni. La figura dell’artista, comunemente, incarna l’irrequieto sperimentatore che non riconosce i limiti imposti dalla materia e dalla società.
Alla costruzione di questa immagine dell’artista ha contribuito senz’altro la cultura romantica e i suoi derivati più popolari, per i quali ogni opera d’arte è sempre realizzazione di una volontà incondizionata, se non il capriccio di un genio. Di infrazione in infrazione, l’artista si conquista l’assoluta autonomia d’espressione che nei nostri giorni narcisisti coincide con la piena rappresentazione di una personalità creatrice, nella quale far coincide opera e vita. Se si può indicare da una parte una linea che persegue superficialmente un’idea di libertà sfrenata, dall’altra esiste, dunque, una diversa nozione, più profonda, che trova nel limite un fattore costitutivo. Quando, nella storia, l’esigenza di libertà muove dalla consapevolezza della condizione, si originano stagioni di grande vivacità. È il caso degli artisti raccolti nella rassegna di Cartabianca, un appuntamento ricorrente della Galleria Nuvole Arte Contemporanea di Montesarchio.
Agli autori che compongono la collettiva presentata, come recita il titolo del catalogo, è stata data carta bianca, ossia piena libertà nel rendere conto della propria ricerca recente. È stato dato anche un limite: un foglio di carta bianca, una superficie con una dimensione finita. Un supporto fragile, troppo leggero per poter accogliere qualcosa di più che un pensiero, un gesto veloce, uno schizzo, un progetto. D’altra parte proprio la carta è un materiale comune, utilizzato in ogni attività della nostra vita quotidiana, con il quale ciascuno di noi ha grande familiarità. Tra libertà e vincolo si gioca, perciò ancora una volta, la partita della creazione, in questo caso originando una molteplicità di immagini che ben rappresentano l’arte del nostro tempo.


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 

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